Vera Gheno a Italiano Corretto: mai a cena con un uomo che scrive po' con l'accento!

15 Aprile 2016, si apre il sipario  sulla prima edizione di Italiano Corretto, ovvero due giorni di seminari e incontri per riflettere sull’evoluzione della lingua italiana ma soprattutto per capire quanto sia sottile il confine fra norma e sperimentazione linguistica.  Un tema affascinante soprattutto se pensiamo all’impennata che l’evoluzione della lingua ha subito dopo l’avvento della televisione per arrivare alle trasformazioni della lingua mediata dai social network e dalle piattaforme di comunicazione quali whatsapp. La due giorni si apre con la vitalità trascinante di Vera Gheno, twitter manager di Accademia della Crusca, ma anche consulente linguistica e docente di sociolinguistica presso diverse università toscane.  La sua passione è studiare e analizzare il modo in cui la gente si esprime, con particolare attenzione alla comunicazione mediata dal PC, ovvero la comunicazione in rete.  L’esposizione è coinvolgente (il suo stile è stato giustamente definito come “leggera autorevolezza”) e ogni sua riflessione parla della missione che le è stata affidata:  aiutare la gente a usare al meglio lo strumento potentissimo della parola, in rete e non solo. Questo significa imparare a cogliere e abbracciare il cambiamento nel rispetto, quasi religioso, delle regole e della norma.  Con una nota di ironia, ad esempio, confessa che per nulla al mondo accetterebbe l’invito a cena di un uomo che scrive po’ con l’accento, ma con la stessa simpatia racconta di come l’Accademia sia, da sempre, attenta alle trasformazioni della lingua che nascono dall’uso.  Ovviamente non mancano i riferimenti al cosiddetto “Petaloso Gate”.  In questa sottile linea di demarcazione fra innovazione e rispetto della tradizione linguistica, un elemento discernente sembra essere la considerazione che l’errore linguistico è quello che provoca una sanzione sociale.  Vera Gheno ricorda come il linguista L. Serianni parlasse di “norma come comune senso del pudore” secondo cui sbagliare un congiuntivo porta con sé una forte connotazione socio culturale mentre dire “se lo sapevo non venivo” in alcuni contesti, come ad esempio una conversazione fra amici, risulta meno stigmatizzato. Mi ha colpito la riflessione della Gheno circa la natura della comunicazione sui social media e di quanto essa stia contribuendo all’arricchimento linguistico, diversamente da quanto siamo normalmente portati a pensare.  Sui social, l’interazione diventa  puramente linguistica, ovvero non mediata da strumenti paralinguisitici come il tono, le espressioni facciali, il gesto e la limitazione del formato (pensiamo ai 140 caratteri di twitter) diventa per i comunicatori raffinati una vera sfida linguistica.  Ricordiamo in questo senso l’esperimento delle Favole Turbo di Daniele Bergesio. Come interpreti, la riflessione sul valore della comunicazione in rete come forma di espressione puramente linguistica, e non  mediata da segnali non verbali, non può che richiamare il dibattito sulla traduzione automatica e sul futuro dei traduttori simultanei virtuali di cui parla anche Alec Ross nel suo libro “The industries of the future”.  Sebbene la propensione ad accogliere il cambiamento e la trasformazione sia parte integrante del DNA di qualsiasi interprete, la visione di Ross penso rimanga ancora una visione lontana.


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AIIC. "Vera Gheno a Italiano Corretto: mai a cena con un uomo che scrive po' con l'accento!". aiic-italia.it April 16, 2016. Accessed August 17, 2017. <http://aiic-italia.it/p/7605>.