AIIC Italia e la parola che non muore

Si inserisce nel quadro delle iniziative di AIIC Italia a favore dell’eccellenza dell’italiano e della consapevolezza linguistica la partecipazione dell’Associazione al Festival “la Parola che non muore”, tenutosi dal 30 settembre al 2 ottobre nella splendida cornice di Civita di Bagnoregio, il suggestivo paese minacciato dall’erosione della collina sulla quale è eretto, che è divenuto un simbolo internazionale di tutti i tipi di resistenza.

AIIC Italia ha offerto al Festival la propria sponsorizzazione tecnica tramite l’impegno a curare la traduzione in tre lingue di una selezione dei componimenti del vincitore del concorso di poesia intitolato “Caro Poeta” e dedicato ad Hannibal Caro, traduttore dell’Eneide, inserito all’interno della manifestazione. Il poeta eletto da una giuria di oltre 100 lettori e premiato presso Il Borgo alla Commenda, luogo in cui L'Eneide è materialmente stata tradotta da Hannibal Caro, è Leone D'ambrosio.

Il sostegno di AIIC Italia ad un poeta, ha affermato Luisa Malentacchi, rappresentante dell’Associazione, nel corso della conferenza tenuta a Bagnoregio, è racchiusa nella comune appartenenza del poeta, dell’interprete, così come del giornalista, scrittore, linguista, docente alla comunità della parola ampiamente rappresentata al Festival, di una parola, quella in lingua italiana, minacciata dal dogma dell’intraducibilità dei nuovi termini veicolati da altre grandi lingue di comunicazione e dalla mancanza di volontà da parte delle istituzioni sia culturali che politiche.

Contrattaccare è essenziale, e conferire alla traduzione sia parlata, che scritta, sia quella del singolo neologismo, l’importanza che merita è essenziale per realizzare questa inversione di tendenza.

La Traduzione, ha affermato Luisa Malentacchi citando Jean-Luc Egger, Capo della Sezione Legislazione e Lingua della Cancelleria federale svizzera,  La traduzione è un atto di civiltà, è il meccanismo per cui confrontiamo la nostra identità verbale con l'alterità e riusciamo ad esprimere questa alterità con le parole proprie della nostra identità. La traduzione è prova di vitalità di una lingua. Le lingue si evolvono indubbiamente anche grazie ai prestiti  delle altre lingue, ma la capacità di appropriarsi, ossia di tradurre nel proprio sistema linguistico, nuove realtà veicolate prevalentemente dalle grandi lingue di comunicazione attingendo al proprio arsenale linguistico è pegno di reattività, vitalità, e garantisce ad una lingua di mantenere il proprio statuto di mezzo di comunicazione e strumento di conoscenza anche nei settori altamente specialistici.


Recommended citation format:
AIIC. "AIIC Italia e la parola che non muore". aiic-italia.it October 11, 2016. Accessed June 24, 2017. <http://aiic-italia.it/p/7779>.