L'interprete all-news

Di Letizia Tesorini @letytesorini


L’avvento dei canali all-news alla fine degli anni Novanta ha profondamente cambiato il panorama dell’informazione: oggi, tutto si può e si deve raccontare in tempo reale.  Gli interpreti che lavorano nelle all-news godono di una posizione quasi unica da spettatori-artefici dei maggiori eventi internazionali. Rainews24, l’all-news della Rai dal 2000 può contare su una squadra di interpreti, tra cui numerosi colleghi Aiic, che quotidianamente dalla loro cabina presso gli studi Rai di Saxa Rubra seguono e traducono tutti i grandi eventi internazionali.

Cosa significa lavorare come interprete per un canale all-news?

E’ un lavoro eclettico, ad alta tensione, che richiede una grande e costante preparazione e una buona dose di auto-controllo, ma che regala impagabili soddisfazioni. Un “interprete all-news” non può permettersi di non essere “informato”! Studia, legge, indaga, impara a conoscere i grandi oratori per poterli anticipare, per ridurre al minimo il décalage per esigenze televisive e per comunicare tutti quegli elementi non verbali di un discorso grazie ad un attento uso della voce. Un interprete attore, giornalista, una figura ibrida in grado anche di tagliare un servizio con un programma di montaggio, di interagire con tutte le figure che lavorano nel canale, e partecipare alla pianificazione di un grande evento da coprire. Un interprete che deve assumersi un’importante responsabilità professionale nei confronti dell’informazione perché le sue parole vengono spesso riprese integralmente dalle agenzie stampa che battono le notizie in tempo reale.

Negli ultimi anni, il mondo ci ha regalato numerosi grandi eventi mediatici in cui noi interpreti abbiamo avuto un ruolo di primo piano, pur dietro le quinte: gli attentati terroristici,  dall’11 settembre fino a Parigi e Bruxelles; i conflitti internazionali, dall’Iraq fino all’offensiva contro l’ISIS; o i grandi eventi politici,  la storica elezione del Presidente Obama, la recente feroce corsa alla Casa Bianca, l’accordo per il nucleare iraniano, e la riapertura delle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti.

Cosa succede in un canale all-news e cosa fa un interprete?

Alcuni eventi mediatici possono essere pianificati: i grandi circuiti internazionali di informazione – Reuters ed Eurovisione  ad esempio -  indicano sui propri siti Internet una lista dettagliata di tutto ciò che trasmetteranno live. Questo consente agli interpreti, ormai esperti nella consultazione di questi siti, di coordinarsi con la redazione per la copertura dell’evento. Un esempio, le recenti elezioni americane seguite in ogni fase: le primarie nei singoli Stati con lunghi turni notturni in cui gli interpreti, perennemente collegati con la CNN, hanno seguito gli exit poll e annunciato poi i risultati definitivi. Le Convention dei due partiti con i discorsi degli oratori principali e dei due candidati; i dibattiti: 90 minuti di fuoco senza interruzione con affondi, battute, battibecchi. In questo caso, è stato fondamentale il lavoro di equipe, soprattutto in occasione del secondo dibattito che, avendo un format particolare – quello del town hall -  prevedeva l’intervento del pubblico oltre che del moderatore e dei candidati. Ogni interprete ha il suo “personaggio” e questo consente di prepararsi a fondo su di lui, ascoltando i comizi elettorali, leggendo ogni singola virgola del sito dove viene illustrato il suo programma, ma spulciando anche la biografia – gossip compresi – perché riferimenti personali e colpi bassi non mancano mai! Poi la notte elettorale: contributi sonori da tradurre in saletta di montaggio con l’ausilio di un tecnico, collegamenti con la CNN per gli exit poll e i risultati definitivi, e infine il Concession Speech e il Victory Speech. In questo caso, diversamente dai dibattiti, il voice matching non è una priorità.

Altri  grandi eventi mediatici nascono da un imprevisto, un attacco terroristico, come quelli di Parigi, e nulla si può pianificare; una volta compresa l’entità dell’evento si può solo chiedere un rinforzo della squadra egli interpreti, i cui turni vengono adattati alla nuova necessità. In questi casi le agenzie stampa sono di grande aiuto per reperire dati con rapidità e capire la dinamica dei fatti. L’interprete resta in cabina, in collegamento con le televisioni locali e quelle sul web e in coordinamento con la regia del canale. Qui l’interprete diventa un po’ giornalista: contestualizza prima di tradurre a beneficio di una migliore comprensione del telespettatore,  racconta in tempo reale quello che accade, le testimonianze di persone presenti sulla scena, i briefing della polizia e i discorsi delle autorità.  La stessa Organizzazione Internazionale del Lavoro, nell’International Standard Classification of Occupations (ISCO) Draft ISCO-08 Group Definitions: Occupations in Culture and recreation associa la professione dell’interprete a quella giornalistica proprio per la capacità di “rielaborare, interpretare e comunicare notizie, traducendole o interpretandole da una lingua all’altra”.  

Questo, in sintesi, è il lavoro di un interprete all-news: nel complicato meccanismo della televisione, un mondo che regala tensioni ed emozioni, ansie e gratificazioni, noi interpreti siamo “solo” una voce, raramente con un nome e un cognome, che contribuisce a raccontare ad un pubblico più o meno ampio pagine nere e gloriose della storia dei nostri giorni.


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AIIC. "L'interprete all-news". aiic-italia.it November 30, 2016. Accessed October 23, 2017. <http://aiic-italia.it/p/7812>.