Quando la tecnologia è nostra alleata

di Raffaella Marchese - twitter: @rafmarchese

Norimberga fu un momento di catarsi, di ricostruzione collettiva materiale e morale, un passaggio fondamentale per la storia della giustizia. E tutto questo avvenne anche grazie al contributo di un gruppo di interpreti che con coraggio ed etica seppero superare le proprie ferite individuali per rendere un servizio professionale senza precedenti. Con loro ebbe formalmente inizio la professione dell’interprete simultaneo e ad alcuni di loro si deve anche la fondazione della nostra Associazione. 

Tuttavia, a questi grandi professionisti dobbiamo un altro riconoscimento. Essi abbracciarono con entusiasmo e fiducia il cambiamento tecnologico, senza trincerarsi dietro le difficoltà: seppero compiere un salto nel buio e mettersi alla prova con una tecnica mai sperimentata prima di allora. 

Fu il Colonello Léon Dostert, interprete personale di Eisenhower e membro dell’OSS - Office of Strategic Services - appena nominato responsabile della Divisione Interpretazione, a ricevere l’incarico di trovare una soluzione al problema che affliggeva gli organizzatori del processo, in primis il Procuratore Generale incaricato da Truman, Robert Jackson. Bisognava garantire un servizio di interpretazione efficace in inglese, francese, tedesco e russo per tutte le sessioni del processo. Ma più di ogni altra cosa era necessario rispettare quanto previsto dall’articolo 16 dello Statuto del Tribunale, ovvero garantire piena espressione e comprensione a tutti i partecipanti, ovvero porre le basi per un processo giusto ed equo. Dostert capì subito che la modalità della traduzione consecutiva, fino a quel momento utilizzata in tutti i consessi internazionali, mal si prestava a questo scopo: avrebbe rallentato troppo i lavori, già gravati da una mole di prove e di testimonianze.                                                               

                          


Talento umano, competenza, audacia e spirito di iniziativa non sarebbero stati sufficienti senza il contributo della tecnologia. Fu grazie alla collaborazione con una grande azienda come IBM che il colonnello Dostert poté trovare la soluzione. Inaspettata, rischiosa ma sorprendentemente appropriata. IBM offrì alla Corte di Norimberga, a titolo gratuito, il sistema “Hushaphone Filene Finlay”, progettato nel 1926 dal filantropo Edward Filene, ma mai usato su larga scala. II governo americano avrebbe dovuto pagare soltanto le spese di spedizione e istallazione nella sala del tribunale.

             


L’“Acquario” degli interpreti - così era definita l’area schermata da vetri trasparenti, antesignana delle nostre moderne cabine di interpretazione - ospitava tre interpreti per ogni lingua: inglese, francese, tedesco e russo. Nessun sistema di insonorizzazione era stato previsto, ma già si era compreso quanto fosse importante per gli interpreti avere una visione diretta e non ostruita dell’oratore, che permettesse di percepire le espressioni facciali e il linguaggio del corpo di chi parla. L’acquario era contiguo al banco dei giudici e al banco degli imputati, tra cui il Numero Due del regime nazista, Hermann Göring. 

             


Il sistema IBM prevedeva cinque canali, uno per il parlato in sala, al quale si collegavano le cuffie degli interpreti, e altri quattro per le quattro lingue della traduzione; ed ancora sei microfoni e, infine. dei normali microfoni telefonici nei quali avrebbero parlato gli interpreti per diffondere la propria traduzione. Fu per questo che la nuova modalità di interpretazione fu inizialmente chiamata “interpretazione telefonica”. A IBM il merito di aver creduto nell’idea di Filene - il cui progetto era stato invece rifiutato da At&T - investendo nel suo perfezionamento grazie all’aiuto dello stesso fondatore di IBM, Thomas Watson Sr. Fu la stessa IBM nel 1945 a modificare il nome del sistema in “International Translation System”.

Watson lanciò la produzione del sistema che tuttavia incontrò le resistenze della divisione marketing che non ne aveva colto le potenzialità. E proprio Watson dà il nome al nuovo sistema di elaborazione cognitiva, di intelligenza aumentata, messo a punto oggi da IBM. 

Ancora oggi, dopo oltre settant’anni, gli interpreti pionieri di Norimberga ci sono di grande insegnamento. Ci trasmettono i valori dell’imparzialità, di un’etica e competenza professionali che vanno oltre il proprio vissuto, allo scopo di rendere un servizio accurato e di qualità. Un servizio che oggi come allora contribuisce alla comunicazione umana. 

I nostri pionieri ci insegnano anche a non aver paura di ciò che è nuovo. Ad abbracciare con fiducia e accompagnare i cambiamenti tecnologici, al fianco di quelle aziende che sapranno aiutarci a rendere il nostro lavoro più efficiente, a valorizzare il nostro talento. 

Ancora oggi, questo spirito di iniziativa e di apertura all’innovazione caratterizza la nostra professione.


Recommended citation format:
AIIC. "Quando la tecnologia è nostra alleata". aiic-italia.it May 17, 2017. Accessed September 25, 2017. <http://aiic-italia.it/p/8005>.