MULTILINGUISMO EUROPEO TRADUZIONE E INTERPRETARIATO UN ‘ASSAGGIO’ DI ECONOMIA LINGUISTICA

Presentazione a cura di Daniele Mazzacani per AIIC Italia

La critica al multilinguismo UE

Nel discorso comune, una delle maggiori critiche al multilinguismo delle istituzioni europee riguarda i suoi costi. Il multilinguismo sarebbe una ‘Torre di Babele’ estremamente dispendiosa e un ostacolo alle attività della stessa Unione Europea. Insostenibile nel lungo periodo.

In quest’ottica: 

                            

A queste posizioni si è risposto con argomenti di varia natura:

  • storico-politico: la natura multilingue dell’Europa e il diritto allo stesso trattamento per tutte le lingue;
  • democratico: il diritto ai cittadini a comprendere al meglio le politiche comunitarie.

 Non affrontando però direttamente il tema dei costi, che continua a essere posto in termini di convenienza e sostenibilità.

Un apporto a questa discussione può venire dall’Economia Linguistica

Economia Linguistica

L’Economia Linguistica, o Economia delle Lingue (EL), è un campo di ricerca che:

«inerisce al paradigma della teoria economica tradizionale e usa i concetti e gli strumenti dell’economia nello studio delle relazioni che coinvolgono variabili linguistiche. Si focalizza principalmente, ma non esclusivamente, su quelle relazioni in cui anche le variabili economiche giocano un ruolo» (Grin, 2003)

Alcuni strumenti:

  • Regime Linguistico (RL): l’insieme di lingue formalmente impiegate da una organizzazione/paese e le relative modalità di impiego;
  • Analisi delle Politiche Linguistiche: l’approccio qui riportato afferisce all’Analisi delle Politiche Pubbliche, comparando diversi scenari sulla base di criteri di efficacia, imparzialità e costi. È uno, ma non l’unico, dei diversi approcci all’interno della EL.

Una precisazione: per ragioni di tempo e di spazio, di seguito sono trattate parti limitate dell’ampio dibattito in corso in letteratura.


Valutazione multilinguismo UE 

Costi

I costi in tabella sono quelli primari, mentre non sono disponibili dati sui costi secondari. Benché qui non stimabili i costi impliciti (di agenti esterni) sono ragionevolmente limitati.

Efficacia e imparzialità

Stante gli obiettivi di partecipazione democratica dell’UE, il Regime Linguistico adottato soddisfa almeno in parte criteri di efficacia e imparzialità:

  • I principali documenti sono accessibili nelle lingue madri dei cittadini;
  • La partecipazione ai principali processi politici e legislativi è garantita nelle lingue madri dei rappresentanti.
                                

Il costo per cittadino europeo si mantiene a livelli contenuti, lontano da livelli proibitivi o addirittura insostenibili.

Una alternativa proposta come superiore dai critici, in letteratura come nel discorso comune, è quella di un RL monolingue, nello specifico un RL ‘solo inglese’.     

                     

Regime Linguistico solo inglese

Eurobarometro 2012 

Come mostrato dalla tabella, nel 2012 circa il 37% degli europei ha dichiarato di avere una qualche competenza di Inglese come Lingua Straniera (ILS). 

Nello stesso anno, il 14% dei cittadini europei risultava nativo anglofono. 

Va inoltre notato che:

  • Si tratta di autovalutazioni;
  • La contropartita per la semplicità della scala di autovalutazione è la imprecisione delle ‘definizioni’ di competenza.
                         


Costi

In mancanza di dati, si possono analizzare le tendenze. I costi primari sarebbero probabilmente inferiori a quelli del RL attuale, comunque non azzerati (es. scopi specifici). I dati per i costi secondari continuano a mancare, e il ragionamento non dà tendenze certe.

Chiaro invece l’aumento dei costi impliciti

  – pur in diverse misure – per l’86% dei cittadini UE non madrelingue anglofoni (es. corsi di lingue, traduzioni a pagamento). È molto difficile pensare, in un RL solo inglese, a una spesa inferiore o pari a 2,20 euro procapite.

Efficacia e imparzialità

Fermi gli obiettivi UE di partecipazione democratica dei propri cittadini, i principali documenti sono accessibili:

  • al 21% dei cittadini, considerando nativi e parlanti ILS di livello ‘molto buono’;
  • al 38% dei cittadini, aggiungendo anche i parlanti ILS di livello ‘buono’.

Anche al netto di altre considerazioni, ben lontano da una comunicazione efficace.

La forte disomogeneità delle competenze di ILS tra i cittadini UE prospetta anche carenze di imparzialità.


Uno sguardo alla Brexit

                      

Al 1º gennaio 2016 la popolazione del Regno Unito è stimata a circa 65,4 milioni di persone, quella dell’Irlanda a 4,7 milioni.

A parità di altre condizioni – permanenza di Scozia e Irlanda del Nord nel RU – la Brexit ridurrebbe i nativi anglofoni a circa l’1% della popolazione totale.


Bibliografia

Commissione Europea (2012). Europeans and their languages. Bruxelles: Commissione Europea.

Gazzola, M. & Grin, F. (2013). “Is ELF more effective and fair than translation? An evaluation of the EU’s multilingual regime”. International Journal of Applied Linguistics, 23(1), 93–107.

Gazzola, M. (2006). “Managing multilingualism in the European Union: Language policy evaluation for the European Parliament”. Language Policy, 5(4), 393–417.

Grin, F. (2003). “Language Planning and Economics”. Current Issues in Language Planning, 4(1), 1-66. 

http://ec.europa.eu/eurostat/d...



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AIIC. "MULTILINGUISMO EUROPEO TRADUZIONE E INTERPRETARIATO UN ‘ASSAGGIO’ DI ECONOMIA LINGUISTICA". aiic-italia.it June 14, 2017. Accessed December 16, 2017. <http://aiic-italia.it/p/8048>.